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	<title>Mirco Tugnoli &#187; Aforismi</title>
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	<description>Servizi per il verde</description>
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		<title>Trappole mentali</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 11:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il canforo (Cinnamomum camphora) è una pianta originaria di Cina e Giappone. &#160; Spesso vive a fianco dei templi buddisti. “Un monaco medita in un tempio, ma a un certo punto si addormenta. Addormentandosi, fa cadere una piccola candela che dà fuoco ai rivestimenti di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il canforo (Cinnamomum camphora) è una pianta originaria di Cina e Giappone.<br />
&nbsp;<br />
Spesso vive a fianco dei templi buddisti.<br />
<blockquote style=width:100%;>
Ciò mi ha fatto tornare alla mente un koan molto famoso.<br />
</blockquote>
“Un monaco medita in un tempio, ma a un certo punto si addormenta. Addormentandosi, fa cadere una piccola candela che dà fuoco ai rivestimenti di legno che decorano il luogo. Quando il monaco si risveglia, l’incendio divampa. Interamente costruito in pietra dal soffitto al pavimento, il tempio resiste all’incendio, che non si spegnerà fino alla completa distruzione di tutti i rivestimenti in legno. Prima di sfuggire alle fiamme, il monaco decide di salvare un grande buddha di legno. Anche se debole, trova la forza miracolosa di alzare la statua che pesa più di cento chili. Arriva davanti alla porta e si rende conto che il buddha di legno è due volte più alto e più largo della sua apertura. Impossibile passare di lì, e le pareti sono troppo solide per cedere. Il monaco non vuole che il suo adorato buddha vada in pasto alle fiamme. Che cosa può fare per uscire indenne con il suo tesoro?”<br />
<blockquote style=width:100%;>
Chi mi sa dare la risposta?<br />
</blockquote>
&nbsp;<br />
Evviva<br />
Mirco</p>
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		<title>La costante incostanza</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Oct 2018 08:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ibisco è proprio una pianta curiosa. La quantità di fiori che riesce a produrre è talmente abbondante da rendere la pianta rifiorente per almeno 3 mesi. Durante il periodo estivo si può dire che la fioritura sia talmente incostante da renderla praticamente costante. Quindi la...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ibisco è proprio una pianta curiosa.<br />
La quantità di fiori che riesce a produrre è talmente abbondante da rendere la pianta rifiorente per almeno 3 mesi.<br />
Durante il periodo estivo si può dire che la fioritura sia talmente incostante da renderla praticamente costante.<br />
<blockquote style=width:100%;>
“«Maestro, che cos’è costante?»<br />
«Ciò che è incostante».<br />
«Perché ciò che è costante è incostante?»<br />
«La vita, la vita».”<br />
</blockquote>
Quindi la fioritura dell’ibisco è costante o incostante?<br />
&nbsp;<br />
Non c’è mai un maestro zen a portata di mano quando serve.<br />
&nbsp;<br />
Evviva<br />
Mirco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Topolini, latte e &#8220;cacciadiavoli&#8221;</title>
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		<comments>https://www.mircotugnoli.com/topolini-latte-e-cacciadiavoli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 12:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[1) tiene lontani diavoli, demoni, fantasmi, streghe, fattucchiere e befane; 2) cura tutte le ferite sanguinanti; 3) guarisce le ustioni, tutte, anche le più gravi; 4) il fiore è buono da mangiare. &#160; Insomma una pianta per uomini tosti, uomini che non si arrendono, mai....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote style=width:100%;>
Vediamo le virtù di questa pianta:<br />
</blockquote>
1) tiene lontani diavoli, demoni, fantasmi, streghe, fattucchiere e befane;<br />
2) cura tutte le ferite sanguinanti;<br />
3) guarisce le ustioni, tutte, anche le più gravi;<br />
4) il fiore è buono da mangiare.<br />
&nbsp;<br />
Insomma una pianta per uomini tosti, uomini che non si arrendono, mai.<br />
<blockquote style=width:100%;>
Ecco allora una bella storia per imparare a combattere e a tenere duro fino alla fine, anche senza strafarsi di iperico.<br />
</blockquote>
&nbsp;<br />
&#8220;Due topolini caddero in una brocca di latte. Ritrovandosi intrappolati, si misero a nuotare freneticamente per non andare a fondo. Dopo un bel po&#8217;, uno dei due perse ogni speranza e abbandonò la lotta. Smise di nuotare e annegò. L&#8217;altro, estenuato, decise di resistere fino al limite delle forze. Nuotò e nuotò senza posa. Di colpo, il latte agitato a quel modo, si trasformò in burro, e così il topolino, puntando le zampe, riuscì ad arrampicarsi oltre l&#8217;orlo della brocca e fuggì&#8221;.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Evviva!<br />
Mirco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Escolzia non esagerare</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 13:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[In California questo fiore è talmente diffuso da essere diventato il fiore ufficiale dello Stato. Non solo! Nel linguaggio dei fiori l’escolzia simboleggia la ricchezza ed il successo. &#160; Attenzione però a non esagerare. L&#8217;incontentabilità può essere una causa di stress mica da ridere. Leggiamo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In California questo fiore è talmente diffuso da essere diventato il fiore ufficiale dello Stato. Non solo!<br />
<blockquote style=width:100%;>
Il 6 Aprile di ogni anno, per rendergli omaggio come si deve, i californiani  festeggiano  il “Californian Poppy Day”. Fantastico!<br />
</blockquote>
Nel linguaggio dei fiori l’escolzia simboleggia la ricchezza ed il successo.<br />
&nbsp;<br />
Attenzione però a non esagerare. L&#8217;incontentabilità può essere una causa di stress mica da ridere. Leggiamo e riflettiamo insieme.<br />
&nbsp;<br />
<blockquote style=width:100%;>
&#8220;Un monaco della provincoa di Shimosa di nome Yuishimbo si recò a Kamakura per comprare un cavallo e tornò con un animale cieco da un occhio. Il venditore, vedendo un monaco dall&#8217;aria sprovveduta, aveva fatto girare l&#8217;animale in tondo, in modo tale che l&#8217;acquirente non notasse l&#8217;occhio&#8221;.<br />
</blockquote>
&nbsp;<br />
Evviva!<br />
Mirco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;albero che non conosce l&#8217;invidia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 10:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella famiglia degli aceri l&#8217;acero negundo fa la figura del brutto anatroccolo che però, a differenza di quanto accade nella lieta novella, mai si trasformerà in un nobile cigno. &#160; L&#8217;acero negundo è un albero pioniere che, privo di particolari pretese, si adatta a qualsiasi...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella famiglia degli aceri l&#8217;acero negundo fa la figura del brutto anatroccolo che però, a differenza di quanto accade nella lieta novella, mai si trasformerà in un nobile cigno.<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;acero negundo è un albero pioniere che, privo di particolari pretese, si adatta a qualsiasi condizione di vita. Resiste bene sia all&#8217;inquinamento che alla siccità. Proprio per queste sue caratteristiche spesso viene impiegato per popolare discariche e falde detritiche piuttosto che per nobilitare zone ad elevato inquinamento.<br />
&nbsp;<br />
L&#8217;acero saccarino, l&#8217;acero da zucchero, l&#8217;acero rosso, loro si che possono aspirare a recitare in teatri di prim&#8217;ordine.<br />
&nbsp;<br />
Eppure parlando con il Sig. Negundo mi sono reso conto che lui non prova nessuna invidia per i suo fratelli più belli e più desiderati. Anzi, per farmi capire meglio il concetto, mi ha raccontato un&#8217;interessante storia zen. Se non ricordo male recita così &#8230;.<br />
<blockquote style=width:100%;>
“Dopo che morì il maestro Bankei, un cieco che viveva nei pressi del suo tempio disse a un amico: «Da quando sono cieco, non posso vedere la faccia delle persone, perciò ho imparato a giudicare il loro carattere dal suono della voce. Tante volte, quando sento qualcuno congratularsi con un altro per una sua gioia o per un suo successo, riesco a percepire anche una sottile sfumatura di invidia. Altre volte, quando uno esprime il suo rammarico per la disgrazia di un altro, sento il suo compiacimento, come se colui che si rammarica sia in realtà contento di avere un’opportunità di guadagnare mentre qualcuno sta perdendo. La voce di Bankei, però, è sempre stata sincera fin dalla prima volta che l’ho sentita. Quando esprimeva felicità non ho mai sentito nient’altro che felicità, e quando esprimeva dolore, l’unico sentimento che io percepivo era il dolore.”<br />
</blockquote>
&nbsp;<br />
Evviva!<br />
Mirco<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Palla di neve e i due pappagalli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2018 08:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[I fiori del Viburnum opulus sono ermafroditi e sono riuniti in infiorescenze globose. I fiori interni sono piccolissimi e sono fertili. Quelli periferici, grandi e candidi, sono invece sterili. &#160; Chiedo allora spiegazione al diretto interessato che però mi risponde narrandomi una divertente storiella. &#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I fiori del <em>Viburnum opulus</em> sono ermafroditi e sono riuniti in infiorescenze globose.<br />
I fiori interni sono piccolissimi e sono fertili. Quelli periferici, grandi e candidi, sono invece sterili.<br />
&nbsp;<br />
Chiedo allora spiegazione al diretto interessato che però mi risponde narrandomi una divertente storiella.<br />
<blockquote style=width:100%;>
&#8220;Un uomo, passando davanti a un negozio, vide che vi si vendevano due pappagalli chiusi nella stessa gabbia. Uno era molto bello e cantava stupendamente, mentre l&#8217;altro era in pessimo stato e rimaneva muto. Il primo costava cinquanta yen e il secondo tremila. L&#8217;uomo, stupito dalla differenza di prezzo, disse al negoziante:«Dammi il pappagallo da cinquanta yen!» «Impossibile signore» rispose il negoziante. «Non sono in vendita separatamente.» «Ma perché? Come la spiega, lei, una simile differenza di prezzo? Il più brutto costa sessanta volte il più bello e, oltretutto, non canta. E&#8217; assurdo.» «Lei si sbaglia, signore. Quello che le pare brutto è il compositore.»<br />
</blockquote>
&nbsp;<br />
<a href="http://www.mircotugnoli.com/wp-content/uploads/2018/05/17_PGiardini_05Mag2018-061.jpg"><img src="http://www.mircotugnoli.com/wp-content/uploads/2018/05/17_PGiardini_05Mag2018-061.jpg" alt="17_pgiardini_05mag2018-061" width="1024" height="576" class="aligncenter size-full wp-image-4747" /></a><br />
&nbsp;<br />
Il saggio palla di neve sembra volermi dare un prezioso insegnamento: dietro l&#8217;apparenza di fiori belli e vistosi si trovano quelli apparentemente insignificanti ma, di fatto, indispensabili per la riproduzione della specie. L&#8217;&#8221;essere&#8221; non sempre è visibile, ciò che &#8220;appare&#8221; non sempre è.<br />
&nbsp;<br />
Questo è uno che la sa lunga.<br />
Ringrazio e saluto.<br />
&nbsp;<br />
Evviva!<br />
Mirco</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ho perso tutto ma ho ritrovato me</title>
		<link>https://www.mircotugnoli.com/ho-perso-tutto-ma-ho-ritrovato-me/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2018 07:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Tugnoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;. uno su mille ce la fa! Così recita una famosa canzone di Gianni Morandi. &#160; Proprio il numero mille mi fa tornare in mente un’interessante storia ebraica dal titolo “Le mille porte”, appunto. &#160; Solo cercando al proprio interno sarà possibile trovare sé stessi....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;. uno su mille ce la fa!<br />
Così recita una famosa canzone di Gianni Morandi.<br />
&nbsp;<br />
Proprio il numero mille mi fa tornare in mente un’interessante storia ebraica dal titolo “Le mille porte”, appunto.<br />
<blockquote style=width:100%;>
&#8220;Un re fece costruire un magnifico palazzo, composto da innumerevoli stanze, nel quale non si poteva entrare se non da una porticina minuscola. Le persone che volevano vedere il sovrano, una volta entrate nell&#8217;edificio, si trovavano di fronte mille porte in ogni direzione, come in un labirinto. Ma il re era introvabile. Quando il principe ereditario si recò a palazzo per incontrare il padre, entrò dalla porticina d&#8217;ingresso e si accorse subito che tutte le altre porte non erano che il riflesso di una sola. La aprì e trovò suo padre, seduto davanti a lui.&#8221;<br />
</blockquote>
&nbsp;<br />
Solo cercando al proprio interno sarà possibile trovare sé stessi. Prendendosi cura della sola esteriorità la ricerca sarà vana.<br />
Questo sembra suggerire la veigelia. Cosa c’entra la veigelia? C’entra, centra &#8230;.<br />
&nbsp;<br />
Evviva!<br />
Mirco</p>
]]></content:encoded>
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